Menu principale:
Diabete - archivio articoli scientifici
Lunedì, 26 Aprile 2010
A caccia di sostanze tossiche: così lavora la task-force
Un farmaco contraffatto è sempre pericoloso. Anche quando contiene il corretto principio attivo nella corretta quantità manca sempre un altro ingrediente essenziale: la qualità. La pericolosità dipende dalla tipologia di contraffazione. La più comune è l'insufficienza di principio attivo o la presenza di principi attivi diversi da quelli dichiarati, con conseguenti fenomeni tossici dovuti a intolleranze o a interazioni con altri farmaci o mancanza di attività terapeutica. Inoltre, diversi eccipienti possono influire sull'assorbimento del principio attivo. Bisogna poi considerare che i farmaci contraffatti vengono prodotti in luoghi inidonei e con materie prime di basso costo (con possibile presenza di residui tossici). L'Istituto superiore di sanità, membro di Impact Italia, la task force italiana per la lotta alla contraffazione farmaceutica, ha sviluppato metodi analitici di screening e applicazioni innovative per l'analisi dei farmaci contraffatti. Le analisi, effettuate sui farmaci sequestrati dai Nas e dalle forze di polizia o acquistati su Internet, hanno evidenziato gravi anomalie: principio attivo mancante, sottodosato o diverso; presenza di sostanze tossiche, di prodotti di degradazione e di eccipienti non dichiarati (per es. il lattosio, controindicato in persone con intolleranza agli zuccheri o diabete). Per non correre il rischio di assumere farmaci contraffatti, è indispensabile acquistare i medicinali dalla rete legale di distribuzione al pubblico (farmacie e parafarmacie). Se il farmaco proviene da una fonte diversa è necessario: osservare la confezione per verificare eventuali anomalie di scrittura e di colore; controllare il numero di lotto e la data di scadenza sulla confezione esterna che devono coincidere con quelli presenti su flacone, fiala o blister; accertarsi che sia presente sulla scatola il bollino con il codice a barre, il nome del prodotto, il numero dell'autorizzazione all'immissione in commercio e dell'azienda autorizzata. In casi sospetti rivolgersi a www.impactitalia.gov.it
[Tratto da Notiziario Iss, 2 marzo 2010]
da Progetto Diabete
http://www.progettodiabete.org/