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Influenza: impariamo a combatterla anche a tavola – di Diego Fabra

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Influenza: impariamo a combatterla anche
a tavola


Per combattere i germi nocivi è bene mantenere in ordine l'efficienza intestinale. Qualche consiglio utile
di Diego Fabra - diego@fabra.biz
Dopo la stagione del terrore, quella della tanto paventata pandemia, quella della sigla H1N1 diventata stranamente popolare, quella dei media e dei bollettini sanitari gonfiati, sembriamo tutti solo desiderosi di normalità. Sappiamo che dobbiamo difenderci dai virus e che, non sappiamo quando, il virus influenzale acquisterà dimensioni pandemiche, ma non siamo disponibili più a subire l’invasione di notizie terrorizzanti, che ha creato più danni del virus stesso. Del resto, anche se dovesse accadere, la scienza medica di oggi non è certamente sprovveduta: dunque evocare i numeri dell’Asiatica appare in ogni caso fuori luogo.
Detto questo, affermata la voglia di normalità e di saggezza, ci dedichiamo ai buoni consigli da dare e da ricevere. Il nostro giornale si occuperà di influenza, sì, ma con giudizio, cercando di mettere a fuoco gli atteggiamenti più giusti, le notizie autentiche, i risvolti clinici interessanti. E lo faremo con lo scorrere della stagione, in modo da poter commentare gli accadimenti e interpretarli con voi.
Fin dall’antichità i microrganismi hanno impegnato l’uomo in una battaglia che ha contribuito a selezionare la nostra specie. Dunque, noi possiamo considerarci, per così dire, “specie selezionata”. Ciò significa che i nostri sistemi di difesa naturali sono idonei a individuare, affrontare e sconfiggere i germi che ci attorniano. Questo nei confronti dei germi cosiddetti patogeni, cioè nocivi alla salute. Sì, perché esistono migliaia di germi, invece, che ci aiutano a vivere: sono i saprofiti, quelli che vivono in simbiosi con noi, con funzioni varie. Una gran quantità di questi si trova nel nostro tubo digerente (ne possediamo in media un chilo e mezzo!...), altri lungo l’albero respiratorio, sulla pelle, negli organi genitali e così via.
Anche l’ambiente è cosparso di germi nocivi, germi indifferenti per la nostra salute e germi buoni. Insomma, la selezione della specie ci ha permesso di convivere in modo fruttuoso con batteri e virus, organismi primordiali invisibili e, in un certo senso, “ridotti all’osso” nella loro struttura.
Abbiamo accennato alla gran quantità di germi saprofiti del nostro apparato digerente. Ormai, complice la pubblicità, ne conosciamo alcuni: anche la massaia vecchio stampo cerca nei banchi del supermercato lo “yogurt al Bifidus” e controlla se ci sono lattobacilli e in che quantità. La loro assunzione non comporta solo un buon funzionamento intestinale. Infatti, da qualche tempo, esistono in commercio presso le farmacie e le parafarmacie alcuni “probiotici” in pillole o bustine: si tratta di bacilli saprofiti arricchiti, con la precisa indicazione del potenziamento della nostra immunità. Sì, perché l’apparato digerente è cosparso di raggruppamenti di cellule immunologicamente utili, sotto forma di linfonodi, placche linfocitarie e altro, che fanno dell’intestino umano l’organo immunocompetente primario, cioè la prima barriera immunologica. Da ciò ne deriva che mantenere in ordine il nostro intestino, provvedere a una buona digestione, rispettare cibi e tavola, possono potenziare le nostre difese, stagionali e non.
Abbiamo accennato così a un capitolo importante: l’efficienza intestinale. Ricordiamoci che le fibre, provenienti dal mondo vegetale, soprattutto se ridotte in pezzi molto piccoli attraverso il taglio o l’azione di un passaverdure, sono indispensabili al corretto svuotamento. Ogni vegetale ha azione di stimolo, ma alcuni tendono a nutrire esageratamente la flora, creando produzione di gas. Dunque, meglio miscelare, secondo le proprie esigenze, ortaggi e verdure, ricordando che non è buona norma cuocere molto i vegetali: si deteriorano e perdono sostanze. E’ vero che molte persone non tollerano le fibre perché affette magari da colite, ma chiediamoci sempre se si tratti di vera intolleranza o di fenomeni legati allo stress. Nel qual caso molte erbe sarebbero addirittura indicate, insieme alle metodiche di contenimento delle reazioni nervose. E qui entrano in gioco i decotti, gli infusi, le tisane che stiamo imparando nuovamente ad apprezzare. Molte piante, infatti, sono per così dire “medicinali”, cioè svolgono attività immediatamente terapeutica, e tanta gente ha imparato nuovamente gli elementi di una saggezza antica e naturale.
Lo stress, dicevamo, svolge dunque un ruolo nella tolleranza, e questo vale anche nei confronti dell’immunità. Infatti, un organismo logorato dal nervosismo, dall’ansia, dalle paure, dal malumore e dalla depressione è classicamente più fragile. Ecco che potremmo trarre un secondo consiglio: vivere la calma, qualunque cosa accada, adoperarsi per correggere ritmi e tensioni che sentiamo insopportabili. Non è facile, ce ne rendiamo conto, ma nessuna battaglia potrà essere vinta se saremo fragili. Lo sport aiuta, l’allegria è fondamentale, ma la calma – in particolare nella scelta, nella preparazione e nell’assunzione dei cibi - è l’elemento terapeutico di maggior peso.
Non si può pensare di essere forti senza l’apporto di tutti i nutrienti, in equilibrio, ma soprattutto di vitamine e minerali. Sono gli elementi nutrizionali che permettono a tutti i metabolismi di funzionare come macchine ben oliate. La frutta, sperando che ce ne sia ancora maturata spontaneamente, va mangiata: è un imperativo categorico. E va mangiata preferibilmente lontano dai pasti, magari al posto delle merendine imbustate dei supermercati o dei tanti snack caldi pieni di sugna. A proposito, di tanto in tanto è consentito mangiare un cibo “avventuroso” - se non esistono controindicazioni dettate da patologie – ma solo come eccezioni alla regola, magari per allegria, rispondendo a esigenze di socialità. Ciò vuol dire che deve esistere una “regola”, cioè che si viva con un programma settimanale di assunzione di cibi e di attività fisica. Ma di questo parleremo in un altro momento. Dunque iniziamo a correggere l’alimentazione, facendo pasti regolari, inserendo yogurt attivi, fibre miste di buona qualità, vegetali sminuzzati e poco cotti o crudi, cereali e legumi nelle giuste proporzioni, frutta al posto di merendine e snack, cibi proteici sani, tisane, infusi, decotti, spremute, acqua. Mangiare e vivere con l’assoluta devozione alla calma, trasferirsi in luoghi salubri quando possibile, allontanare fumo e smog, fare attività fisica costante e moderata. Fatto questo, i nostri sistemi immunocompetenti potranno funzionare al meglio.



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