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“A Volte non mi sento capita...”

Diabete - archivio articoli scientifici


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“A volte non mi sento capita...”

A cura di Arianna Panzolato



Ciao a tutti quanti cari amici!



Rieccomi qua ancora una volta a scrivere qualche riga su Mr.Diabete, questo nostro fedele e scomodo compagno di viaggio che ci segue nel corso della nostra quotidianità.


Ho già toccato diversi temi e spesso gli argomenti si intrecciano tra loro fino ad arrotolarsi in un unico lungo filo che conduce a una grande matassa chiamata, appunto, diabete.


Una matassa, questa, aggrovigliata di una miriade di nodi che lungo il nostro cammino si possono allentare o, meglio ancora sciogliere, mano a mano che impariamo ad autogestire la nostra condizione.


Fra tanti aspetti, uno che mi irrita particolarmente è quello legato alla concezione del diabete che hanno molte persone in cui ci imbattiamo.


Penso che la situazione nel corso degli anni si sia evoluta in meglio ovvero che tanti stereotipi siano stati abbattuti ma ahimè, alcuni rimangono ben radicati e faticano a morire.


Sono le parole dette al vento che m’ irritano, quel vociferare su Mr.Diabete senza pensare o credendo di sapere cose che invece hanno ben poco di vero.


In due anni di diabete ne ho sentite parecchie e noto come ci sia una mancanza d’informazione che accomuna parte delle persone e quando l’informazione scarseggia, è quasi automatico cadere in tanti pregiudizi come quello che per noi è vietato assolutamente ogni tipo di consumo di dolci!


Quando vengono a sapere che ho il diabete mi guardano un po’confusi e mi dicono:«Bhè, allora non puoi più mangiare alimenti zuccherosi» oppure:«Che fatica dovrai fare a rinunciare alla cioccolata!».


Io di solito sorrido ma vorrei precisare a chi mi trovo davanti che il diabete non si ferma solo qui ma che è qualcosa di più vasto..anzi direi un vero e proprio mondo a parte!


Ci sono altre occasioni, invece, nelle quali le persone vengono impaurite di più dalle punture di insulina che dobbiamo fare, alla notizia ti guardano un po’ increduli, anche un pò dispiaciuti, magari per quei pochi secondi cercano di mettersi nei tuoi panni e provano a capire cosa significhi fare tutto ciò.


Ancora una volta mi viene da pensare: Magari Mr.diabete si fermasse “solo” alle punture, purtroppo c’è ancora tanto perché Mr. diabete richiede ragionamento, valutazione, analisi, una vera e propria educazione nell’affrontarlo ed è per questo che odio l’approssimatismo della gente in cui mi imbatto.


In situazioni del genere incappo spesso ad esempio quando alle feste di compleanno rifiuto la torta e mi sento dire: «Dai, non dirmi che due bocconi ti fanno cosi male!»


Spesso coloro che ci circondano sono talmente calati nella loro normalità di tutti i giorni e si dimenticano che noi invece, dobbiamo avere qualche accortezza in più.


Poi, invece, capita di confrontarsi con una persona che non hai mai visto prima ma che condivide il tuo stesso “problema” come mi è successo poco tempo fa al centro anti-diabetico, scambi due chiacchiere cercando di ingannare il tempo prima di entrare nello studio del diabetologo e noti come si crea subito un’intesa profonda, una comprensione reciproca dell’impegno che richiede la nostra vita, è raro un riscontro cosi da chi non vive il nostro problema!


Quello che voglio dire è come possa essere difficile cercare di integrarsi in una società che a volte viaggia ad una velocità quasi troppo elevata, usare il termine”integrazione” mi sembra esagerato ma ammetto che trovare una serenità all’interno dei più svariati ambienti (lavoro -famiglia- amici) richiede maggiori sforzi rispetto ad una volta e spesso non tanto per colpa mia ma per colpa degli altri.


Sì, perché non sempre è tutto chiaro, spesso la gente fraintende, pensa di avere delle convinzioni giuste quando non è cosi e parla troppo senza accorgersi che ogni parola ha un suo peso e un effetto sull’altro!


A volte ci vuole l’impermeabile di fronte a certe chiacchiere e ho imparato, nel mio piccolo, che c’è chi merita e chi no.


Trovate difficile spiegare Mr.diabete agli altri?


E voi a riguardo come ve la cavate? Vi sentite compresi da chi vi circonda?


Ci sono state delle situazioni in cui avete percepito la nostra condizione come un problema?
Un saluto!

Arianna Panzolat


da Progetto Diabete<---
Progetto Diabete
http://www.progettodiabete.org/

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