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Diabete - archivio articoli scientifici
Il difficile passaggio dall’adolescenza all’età adulta
A cura di Guido Seu
Il dr. Korey K. Hood
È già abbastanza difficile essere un adolescente, o il genitore di un adolescente, senza dover avere anche a che fare con il diabete. Mantenere il controllo della malattia può diventare un problema quando la responsabilità di somministrare l’insulina e di controllare la glicemia passa necessariamente dai genitori ai figli che crescono e si rendono indipendenti.
Mentre il livello di conflitto tra gli adolescenti cha hanno il diabete e i loro genitori non è diverso da quello che si riscontra nella media dei giovani senza diabete, durante questo momento di passaggio spesso si assiste ad una diminuzione del numero di controlli della glicemia e ad un peggioramento dei livelli di emoglobina A1c, la misura utilizzata come indicatore della qualità del controllo del diabete nel tempo.
Questo è quanto è emerso da un recente studio che ha arruolato 147 adolescenti con diabete per oltre sei mesi apparso online sul Journal of Adolescent Health.
“Ci aspettavamo che la conflittualità collegata al diabete crescesse, ma non è stato così” ha detto il dr. Korey Hood, assistente al University of Cincinnati College del Medicine Cincinnati Children’s Hospital, coautore dello studio. “Questo è un fatto positivo.” continua Hood. Tuttavia “quello che si tende a vedere quando si guardano i dati clinici su larga scala è che l’andamento dell’A1c è in costante salita dall’età di 12/13 anni fino ai 25 anni, per poi ridiscendere nuovamente”.
Il dr. Aaron Kowalski
“Questa transizione dalla gestione del diabete da parte dei genitori ad una gestione indipendente dei ragazzi, è un problema enorme” sostiene Aaron Kowalski, Ph.D., assistente e vice presidente della ricerca sul controllo glicemico per la Juvenile Diabetes Research Foundation. Quando Kowalski era un adolescente con diabete di tipo 1, ha sperimentato lui stesso questo difficile passaggio.
Secondo Kowalski, i teenagers con diabete passano attraverso le stesse difficoltà e le stesse pressioni degli altri adolescenti e questo potrebbe portarli a trascurare il controllo della malattia. Il cambiamento nelle priorità pone a sua volta l’accento sulle dinamiche familiari e sul rapporto con i genitori.
La maggior parte dei ragazzi nello studio ha utilizzato microinfusori che possono somministrare in continuo l’insulina necessaria, anziché iniezioni di insulina con siringhe o penne. Secondo Hood e Kowalski i microinfusori stanno diventando il metodo più comune per somministrare l’insulina nei bambini e tra i pazienti di nuova diagnosi in quanto più facili e comodi da usare.
La Juvenile Diabetes Research Foundation al momento sta finanziando una ricerca volta a migliorare i dispositivi di somministrazione dell’insulina che monitorizzano anche la glicemia in maniera continua. Ma, ha aggiunto Kowalski, in un recente studio è emerso che questi dispositivi non sono ancora ben utilizzati dagli adolescenti. “Funzionano molto bene se vengono utilizzati dagli adulti e dai bambini tra gli 8 e i 12 anni, ma tra i 15 e i 20 anni non sono stati riscontrati benefici sul controllo glicemico. Questo perché i ragazzi non li indossano continuamente” come dovrebbero.
Tratto da Medical News Today - Fonte: Ingerski LM, et al. Blood glucose monitoring and glycemic control in adolescence: contribution of diabetes-specific responsibility and family conflict. J Adol Health online, 2010 - Traduzione e adattamento a cura di Guido Seu
da Progetto Diabete
http://www.progettodiabete.org/