FAND SASSARI - Associazione Italiana Diabetici


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Intervento del Presidente

Convegni > Un diabetico in famiglia



ASSOCIAZIONE ITALIANA DIABETICI
Ente Morale D.M. 20 settembre 1993
Membro I.D.F. International Diabetes Federation
Medaglia d'Oro al Merito della Sanità Pubblica
...........................Sede di Sassari - Cod. Fisc. : 92109120904

RELAZIONE PRESIDENTE
13 maggio 2010


Innanzitutto ringrazio tutti voi per la vostra presenza e, dopo le ottime relazioni ascoltate, a me tocca il compito di comunicare quanto ci sia di nuovo nella sanità locale.
Questa opportunità e la vostra numerosa presenza dà una chiara dimostrazione di riconoscimento della nostra esistenza e ci concede quella identità e collocazione per cui Le Associazioni svolgono ogni giorno l'impegnativo lavoro, molte volte inatteso e inascoltato. Noi delle Associazioni non facciamo altro che portare il fardello di dolore, la fatica e i gravosi iter burocratici e sanitari dei pazienti alla attenzione di chi dovrebbe ascoltare ed effettuare i dovuti aggiustamenti.
La presenza di qualche responsabile aziendale, qui in sala, potrà eventualmente essere per noi una fortuna e un buon auspicio per un miglior futuro.
Ieri, oggi e domani un gruppo di medici di medicina generale della ASL è riunito ad Alghero per lavorare su un progetto di miglioramento relativo all'assistenza sanitaria per il paziente diabetico tipo 2, perché questa assistenza sia più capillare e perfezionata ed il paziente stesso si senta ancora di più a suo agio.
Tutti i medici di medicina generale della ASL dovranno aggiornarsi su questo progetto che prevede la stretta collaborazione tra il medico di famiglia ed i centri di diabetologia per la cura e l'osservazione del diabetico.
Purtroppo, però, il ruolo delle Associazioni in questo progetto sarà di poco conto o addirittura nullo. Ma, comunque, staremo sempre vigili affinché, con le vostre segnalazioni, si possa intervenire là dove le cose funzionassero poco o male.
Nessuna polemica deve essere vista in questo mio intervento, ma un chiaro e preciso grido di dolore e di allarme per quel che sta accadendo.
Le lamentele erano frequenti e violente anche sotto la destituita dirigenza Mele/Acciaro/Salis. Oggi, con l'avvento del nuovo schieramento politico regionale, si sono voluti sostituire tutti i vertici di tutte le ASL della Sardegna.
La nuova classe politica, a torto o a ragione, nel momento dell'insediamento ha detto a chiare lettere "Ci pare giusto che ai vertici delle Aziende sanitarie ci siano ora uomini di cui noi possiamo fidarci". Non entriamo nel merito della politica intesa come governo, ma vogliamo riflettere un momento sulla politica intesa come gestione di Azienda.
Tutti i Direttori Generali, Sanitari ed Amministrativi destituiti hanno fatto ricorso a questa vera ecatombe e chiedono ciò che è stato loro tolto soprattutto dal punto di vista economico. Tanto chi paga non sono i politici
ma noi tutti!!!.
Si dichiara sempre che non ci sono soldi, ma se poi quei pochi che ci sono vengono buttati dalla finestra, questo poco interessa e poco vale. Forse con quei soldi che si dovranno dare ai vecchi dirigenti si sarebbe potuto acquistare qualche apparecchio diagnostico-strumentale più moderno.
Sassari ha un parco strumentazioni di indagini diagnostiche obsoleto e non idoneo a fornire dati attendibili. Sono ormai pezzi da museo.
Il Prof. Rosati, in occasione della venuta a Sassari dell'Assessore Liori nel settembre scorso, ebbe a dire a chiare lettere e con forza che i suoi colleghi del "continente" gli raccomandavano di non inviare loro pazienti con referti diagnostici di esami effettuati a Sassari in quanto non attendibili, ma di effettuare le indagini diagnostiche a San Gavino, Olbia o Lanusei, che fornivano risultati decisamente più attendibili.
Tutto questo dico e tante altre cose potrei dire e ricordare sul mancato rispetto della saluta pubblica. Sono indignato, offeso ed inorridito come cittadino prima e come Presidente di una Associazione di malati cronici poi.
L'attuale dirigenza Manca/Lubinu/Cavazzuti dimostra tutto il negativo di una gestione fallimentare. Non possono farci niente. Non ci sono soldi. Sapete cosa vi dico se io fossi al loro posto? mi dimetterei perché intanto non sarei mai messo in condizioni di lavorare. Si occupano quelle poltrone per un lauto stipendio? Poca e meschina cosa !!!
'I have a dream' : Nessuno, dico nessuno, dovrebbe rispondere alla chiamata per ricoprire questi incarichi. Una persona inoperante o nessuno è la stessa cosa. Bisognerebbe creare il vuoto intorno alla classe politica per porli davanti a precise, civili, e sociali responsabilità. Si reperiscono i fondi per quel che più interessa a certe persone e per certi "affari", ma si lascia morire un importante e vitale servizio quale è quella della sanità, così come si lascia morire la sanità pubblica e si fanno vivere nella disperazione per morire come disgraziati i cittadini più bisognosi e meno capaci di difendersi.
Il Dr. Manca ha ripetutamente negato ogni richiesta di incontro a me e a tutti coloro che lo hanno richiesto (per la Stroke Unit, fase post acuta ictus, dialisi, epatopatici, ipovedenti, cardiopatici ecc). Il Dr. Lubinu mi ha ricevuto dopo un mese dalla sua nomina a Direttore Sanitario e alle mie domande mostrava un evidente disagio perché ignorava ogni argomento proposto.
Ci siamo lasciati con la promessa di un suo aggiornamento in materia. Ad oggi, ed eravamo ad ottobre, non ho più incontrato il Dr. Lubinu, nonostante le mie numerose sollecitazioni per ottenere un incontro. Questo per il problema diabetologico, ma tanti altri settori sanitari rimangono in stand-by. E si continua a non incontrare le varie Associazioni che vogliono offrire collaborazione e probabili soluzioni.
Oggi tutto è stagnante. Non si fanno concorsi, non si assume più nemmeno a tempo determinato, non si pagano gli straordinari, gli ospedali periferici o vengono declassati o quanto meno penalizzati. Tutto è nelle mani e nelle coscienze di chi sta in trincea. Ma fino a quando questo durerà?
Sapete benissimo anche voi che quando si telefona al CUP per un appuntamento per visita specialistica o per un esame strumentale di qualsiasi tipo ci viene proposto: di andare ad Ozieri, Tempio, Alghero o Ittiri E Sassari? Viene da pensare che a Sassari o si lavori poco o si visitino soltanto i parenti, gli amici o gli amici dei parenti.
Leggendo la Nuova di domenica scorsa, mi è venuto in mente una proposta da fare all'Assessore Liori e al Presidente Cappellacci: la ridistribuzione delle ricchezze. Vale a dire, visto che ogni Regione deve gestire in proprio la sanità pubblica, proporrei di individuare tutti i dirigenti della Regione, Consiglieri, Assessori e tutti i dirigenti delle ASL, Direttori compresi, con retribuzioni nette superiori a 90/100 mila euro anno e con decreto mettere in un paniere la cifra eccedente tale importo.
Con questa cifra che, penso, possa essere abbastanza ragguardevole forse si potranno assumere tanti infermieri, dare lavoro e non chiudere nessun reparto. Chissà, sarà anche questo un sogno?
Ho scritto una simile nota all'Assessore Liori al suo indirizzo mail privato, al suo blog Face-book e nel mio blog face-book una lettera aperta indirizzata a tutti i frequentatori di questa piattaforma mediatica, mentre la proposta in forma di lettera al Direttore ai due quotidiani sardi.
Scusate questo mio sfogo ma mi pare che in questa tavola scarsamente imbandita manchino tante, troppe vivande, bevande e posate per poter soltanto sedersi e aver voglia di mangiare.
Ancora scusa e grazie

Ettore Giuliani - Presidente FAND Sassari
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Un conteggio per un esempio.

Entriamo in un palazzo a caso: il palazzo della Regione Sardegna a Cagliari.
In questo palazzo esistono ben 85 consiglieri più alcuni Assessori tecnici chiamati dal Presidente Cappellacci.
Ogni consigliere percepisce una retribuzione mensile netta di Euro 12.000,00 al netto di rimborsi vari e riconoscimenti di trasferte e quanto altro.
Diciamo, orientativamente, che un consigliere viene a costare alla comunità, cioè a noi tutti, almeno 200.000,00 Euro all'anno netti.
Riflessione:
Un infermiere si ritiene non possa superare una retribuzione lorda annua di 30.000,00 Euro (pari a circa 18.000 Euro netti all'anno). Se si togliessero ad ogni consigliere 90.000 Euro all'anno, noi avremmo a disposizione una ragguardevole cifra di ben 7.650.000,00 Euro con i quali si potrebbero assumere ben 255 infermieri.
Meditate ed incazzatevi.

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