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Diabete - archivio articoli scientifici
Comunicato stampa
ANIO – FAND
L’ANIO- Associazione Nazionale per le Infezioni Ossee e la FAND-Federazione delle Associazione
Diabetici firmano il protocollo d’intesa per il Sud, denominandolo Patto per il Sud.
Le associazioni diabetiche siciliane aderenti alla FAND si sono riunite venerdì 28 maggio a
Caltanisetta per definire un protocollo d’intesa con l’Associazione Nazionale per le Infezioni Osteoarticolari
(ANIO). Alla presenza di presidenti delle organizzazioni presenti, il Presidente Nazionale
ANIO, Girolamo Calsabianca, e il Consigliere Nazionale della FAND per la Sicilia, Benedetto
Alabastro, hanno definito e sottoscritto il protocollo d’intesa regionale che attua quanto già
previsto da un accordo analogo a livello nazionale firmato il 9 gennaio 2009. Infatti, circa un anno
fa, le due organizzazioni ANIO e FAND, rappresentati rispettivamente dal presidente Girolamo
Calsabianca e dal presidente Vera Bondonno, sottoscrissero un primo protocollo d’intesa a Milano,
finalizzato a iniziative di prevenzione delle complicanze degenerative legate al “piede diabetico”,
stimolando tutte le comuni iniziative di contrasto alla malattia e intervenendo, presso le istituzioni
preposte per una sempre più mirata assistenza; In Sicilia si è ritenuto utile un protocollo regionale,
viste le diversità di esigenze che la regione continua ad avere a discapito delle migliaia di malati di
diabete complicati da osteomielite. Dal 1986, data che vede legittimare i diritti del diabetico grazie
alla legge 115, c.d. legge Lombardi, fondatore della stessa FAND, si reclama, ancor oggi,
l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza, o ancor peggio l’attuazione della medesima legge.
L’ANIO dal 1999 e la FAND dal 1982, rappresentano al governo siciliano la gravità della patologia
di cui si occupano, con un forte interesse soprattutto nella stessa Sicilia, visto l’assenza si
specifiche competenze che non si vogliono coltivare nella specialità clinica di cui parliamo.
Oggi la Sicilia esprime con forza all’intero paese, la rivalsa di un’autonomia e non può tralasciare
inosservata gli aspetti che incidono con efferata presenza una patologia che coinvolge migliaia di
cittadini, che scaricano ogni giorno nella propria economia, e in quella della regione, ingenti spese,
che potrebbero ridursi notevolmente solo con le dovute attenzioni che finora continuano a
mancare. Tali patologie (Diabete e Infezioni Osteo-articolari) incidono sulle economie dei singoli
cittadini, sul bilancio sanitario e di conseguenza in quello della regione siciliana in maniera
importante; in questi anni non vi sono state, infatti, azioni importanti che in questi anni ci abbiano
dimostrato una risposta alle esigenze rappresentate. Il diabetico è un paziente cha ha bisogno di
un continuo monitoraggio e un’assistenza multi-specialistica, nulla che possa essere un costo per
la sanità ma solo un risparmio. Le due associazioni hanno sottoscritto un programma d’azione, per
stimolare le istituzioni ad una maggiore sensibilità a questa gravissima emorragia sociale. Il primo
obiettivo è la prevenzione, attivando campagne d’informazione comuni dalle scuole agli ospedali,
ai presidi sanitari. Si è richiesto un tavolo di lavoro al governo siciliano per condividere le necessità
e per chiedere le norme di tutela e una maggiore omogeneità nelle erogazioni dei presidi e delle
assistenze. È necessaria una regolamentazione, poiché ad oggi ci sono molte realtà che hanno
dell’incredibile. Se un diabetico, in media, si misura la glicemia da due a tre volte al giorno, come
possono essere sufficienti 25 striscette reattive al mese? Nella provincia di Trapani, la fornitura di
presidi avviene a domicilio, e il paziente non ha la liberta di scelta come in farmacia, con costi di
distribuzione superflui. Molti presidi ospedalieri hanno ritenuto il diabete una patologia di nicchia,
riducendo l’attività ambulatoriale nei piani aziendali da poco presentati all’assessorato. A
Palermo si aspetta dai primi anni 90’ un reparto di diabetologia pediatrica, e, malgrado vi sia una
delibera assessoriale, in 20 anni si è sempre risposto a i malati e alle associazioni, con la battuta
ormai storica “stiamo lavorando per voi”, ma finiranno mai questi lavori? È necessaria una presa
coscienza del problema diabete; se privato di una continua assistenza, il diabetico scompensato
evolve in complicazioni gravissime come la retinopatia diabetica (Cecità), i gravissimi problemi
renali, l’incurabile cedimento vascolare, la tendinopatia diabetica che porta all’immobilità
articolare e il più grave ma molto frequente piede diabetico. Quest’ultimo vede un forte legame
con l’ANIO, tanto più che mesi fa le due Associazioni hanno voluto rilevare un’evidenza,
raccogliendo 90 casi di piede diabetico complicate da infezioni ossee, nell’hinterland degli ospedali
palermitani, ai cui pazienti era stato suggerito amputazione l’arto; i 90 casi sono stati gestiti grazie
alla disponibilità di un chirurgo e di alcune aziende private che sono stati sensibili all’appello delle
due Associazioni abbattendo i prezzi di fattori di crescita e pelle sintetica. Tutto questo si è potuto
realizzare unitamente ad una disponibilità di chirurghi palermitani e dei centri altamente
specializzati di infezioni ossee che operano con l’ANIO. Dei 90 pazienti, 84 hanno ancora il proprio
arto e stanno bene, 4 sono stati amputati malgrado gli sforzi, 2 sono deceduti. Gli 84 soggetti non
sono costati alla regine a onta di quanto si era paventato, 20.000 euro circa per l’amputazione,
5.000 euro circa di una protesi, le 2.000 euro ci contributo per l’adeguamento dell’autoveicolo per
invalidi, le 750,00 euro di accompagnamento, le 375,00 euro di pensione d’invalidità, le 247,00
euro qualora questi fossero lavoratori dipendenti, e tutti i costi sociali che incidono sulle casse
della regione. – Questo ci ha motivati di non abbassare la voce, e ci ha dato la grinta di andare
avanti – dichiarano i firmatati dell’accordo G. Calsabianca e B. Alabastro. I pazienti portatori di
un’infezione cronica dell'apparato locomotore, in Sicilia, costituiscono un numero
proporzionalmente elevato, che hanno bisogno di un approccio terapeutico del tutto peculiare, in
cui il sistema della valutazione della prestazione sanitaria per DRG, è estremamente punitivo, e
per la struttura che se ne fa carico rischia di non coprire che in una minima parte le spese. Per tale
motivazione spesso è il paziente messo di fronte a un disagio notevole, poiché sovente non trova
la struttura che se ne voglia prendere cura oggi ancor di più, in un momento in cui anche la sanità
pubblica deve fare attenzione alla copertura dei costi. È inaudito che ai pazienti sia negato il
ricovero in DAY HOSPITAL per cure mediche quali terapie in infusione, medicazioni specifiche,
applicazioni di innovazione sanitarie che in molti casi sono risolutive; questi continuano a rivolgersi
in centri fuori regione perché in Sicilia trovano un muro di gomma. È necessario che le istituzioni
sanitarie prevedano un DAY HOSPITAL interdisciplinare. Così, per i pazienti diabetici e per quelli
affetti da infezioni ossee possano essere assistiti adeguatamente da tutti gli specialisti che
necessitano, senza disperdere risorse sociali, umane ed economiche in una regione che di
problemi ne ha in abbondanza e dove un malato che stanco di queste odissee, fa prima a recarsi
all’ospedale dell’aeroporto. In Sicilia le stime ISTAT affermano che il 3 % della popolazione
residente è affetta da diabete. È necessario dare accesso alle terapie a coloro i quali ne sono
affetti da queste patologie. Il patto del sud, cosi lo hanno denominato l’ANIO e la FAND, mira a
raggiungere questi obiettivi, auspicando in un dialogo con le istituzioni. Non si esclude la
presentazione di una legge di volontà popolare, poiché gli associati delle due organizzazioni
residenti in Sicilia contano a testa oltre 20.000 componenti, a questi si auspica che si annoverino le
altre organizzazioni AMD- OSDI – SID – e tutte quelle associazioni che sentono le stesse necessita
che hanno visto stringere questo accordo.
Presidente A.N.I.O Consigliere FAND per la Sicilia
Girolamo Calsabianca Benedetto Alabastro