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L’insulina protegge dall’aterosclerosi

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L’insulina protegge dall’aterosclerosi
A cura di Carmelo D’Alessio

Un nuovo studio condotto dal Joslin Diabetes Center indica che l’insulina, a lungo sospettata di peggiorare il danno alle arterie nei diabetici, protegge i vasi sanguigni.

Per decenni, i ricercatori medici hanno dibattuto se l’insulina possa promuovere l’aterosclerosi, l’accumulo di colesterolo nei vasi sanguigni, che causa la malattia coronarica e l’ictus.

Ora i ricercatori hanno chiaramente dimostrato che l’insulina protegge le arterie. “Questi risultati sono definitivi, almeno negli animali”, afferma il Dr. George L. King, responsabile scientifico del Joslin e autore di un articolo che descrive lo studio, pubblicato il 5 maggio scorso sull’edizione online della rivista Cell Metabolism.

I medici non dovrebbero essere così cauti nel prescrivere l’insulina ai loro pazienti diabetici, suggerisce il dottor King, che è a capo del Joslin Dianne Nunnally Hoppes Laboratorio per le complicanze del diabete ed è un professore di medicina alla Harvard Medical School.

Si prospetta anche l’eccitante possibilità di progettare insuline speciali che interagiscono direttamente con i vasi sanguigni, rallentando potenzialmente l’aterosclerosi in questi pazienti. Lo studio si concentra sulle cellule endoteliali, le cellule che rivestono l’interno dei vasi sanguigni in cui si sviluppano le placche aterosclerotiche.

Gli scienziati hanno iniziato con una linea di topi, originariamente sviluppata nel laboratorio del Joslin, in cui il gene per il recettore dell’insulina è stato eliminato solo nelle cellule endoteliali. In questi topi, le cellule endoteliali non rispondono all’insulina. Così questa linea di topi è stata incrociata con un’altra linea di topi, noti come topi ApoE, che hanno livelli elevati di colesterolo nel sangue. Il Dr. Rask-Madsen ed i suoi colleghi hanno poi confrontato l’aterosclerosi sviluppata in questi topi rispetto ai topi ApoE standard.

I due gruppi di topi hanno mostrato livelli simili di altri fattori noti per promuovere malattie cardiovascolari, quali pressione arteriosa, metabolismo del glucosio e livelli di lipidi nel sangue.

Ma gli scienziati hanno trovato che i topi senza recettori dell’insulina erano su una corsia preferenziale per l’aterosclerosi avendo sviluppato placche di colesterolo di dimensioni più che raddoppiate rispetto a quelle degli animali di controllo.

In generale, l’evidenza suggerisce che se si può migliorare l’azione dell’insulina nelle cellule endoteliali, si può essere in grado di rallentare o prevenire l’aterosclerosi “, osserva il dottor Rask-Madsen.

Negli ultimi anni, le ricerca ha dimostrato che l’insulino-resistenza può funzionare in modo diverso in differenti tipi cellulari. “È importante non solo per studiare il suo effetto sul metabolismo del glucosio” il Dott. Rask-Madsen aggiunge. “Nel diabete di tipo 1, si è dimostrato che il controllo della glicemia è la via maestra per controllare le complicanze croniche. Ma abbiamo ottenuto un successo molto minore nel migliorare gli esiti a lungo termine nel diabete di tipo 2. Se comprendiamo le particolarità dell’insulino-resistenza nelle cellule endoteliali, potremmo essere in grado di trovare cure più efficaci contro aterosclerosi e malattie cardiovascolari nelle persone diabetiche”.


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Tratto da Medical News Today - Fonte: Joslin Diabetes Center - A cura di Guido Seu



da Progetto Diabete
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