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Ma la notte no

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venerdì 30 settembre 2011

Ma la notte no

Le donne che lavorano spesso di notte hanno una probabilità leggermente superiore di sviluppare il diabete. Lo suggerisce uno studio della Harvard School of Public Health di Boston effettuato su dati relativi a 69 mila donne seguite dal 1988 al 2008 nell'ambito del Nurses Health Study e presentato al convegno ADA di San Diego in giugno. Le donne che avevano lavorato di notte almeno tre volte al mese per 3-9 anni avevano un rischio di sviluppare il diabete del 6% superiore alle norma. Per chi lo ha fatto per oltre 20 anni il rischio aumentava del 20%. È noto che il lavoro 'a turni' altera quell'orologio biologico' che controlla non solo l'alternanza del sonno e della veglia ma diversi ritmi del metabolismo e il rilascio naturale di ormoni esattamente come avviene con il jet lag, la sindrome che colpisce chi si sposta in aereo da est a ovest o viceversa per lunghe distanze. La maggiore probabilità di sviluppare il diabete potrebbe essere la conseguenza di una tendenza ad aumentare il peso già rilevata nelle persone che lavorano 'a turni'.

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