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Diabete - archivio articoli scientifici
Marmellate, lo zucchero non manca anche in quelle dietetiche
Nei prodotti “sugar free” succo d’uva e di mela sostituiscono il saccarosio. Chi deve controllare il peso o tenere a bada la glicemia per motivi di salute deve fare attenzione. Il Salvagente passa in rassegna dodici prodotti delle marche più famose
Tratto da KataWeb Consumi, 29/09/2010
La promessa “senza zucchero aggiunto” che cosa significa? Semplicemente che non è stato introdotto saccarosio. Peccato che quest’ultimo non esaurisca affatto la gamma degli zuccheri esistenti
Spalmare marmellata senza ingrassare. La promessa è allettante e dagli scaffali dei punti vendita tenta sia chi vuole stare attento alla linea sia chi, per ragioni di salute, deve tenere a bada la glicemia. Le confetture senza zucchero rappresentano ormai una grossa parte dell’offerta e non solo le marche leader di mercato, ma anche i prodotti “firmati” della grande distribuzione propongono le marmellate “sugar free”. Peccato che avere le due cose insieme sia praticamente impossibile e il messaggio veicolato da questi prodotti sia di fatto ingannevole, come ha scoperto il settimanale il Salvagente in un test pubblicato sul numero in edicola da giovedì 30 settembre. La verità è che la marmellata senza zucchero non esiste e che, almeno in questo caso, conciliare la voglia di dolcezza con la linea è pura utopia.
Molte e semplici le ragioni dell’inganno. A cominciare da questa: nelle marmellate lo zucchero è un ingrediente necessario. Se non ci fosse, la marmellata o confettura resterebbe semplicemente un succo di frutta. Giovanni La Rosa, tecnologo alimentare, spiega perché al settimanale dei consumatori: “Senza una quantità minima di zuccheri, normalmente intorno al 40%, la pectina, che è l’agente gelificante utilizzato nelle confetture, difficilmente agisce. E senza gelificazione, quella specie di maglia che rende denso il preparato, non solo la marmellata non sarebbe più marmellata ma anche la conservazione sarebbe minore e non si potrebbero avere quelle scadenze così prolungate”.
Mai più senza
Dunque lo zucchero c’è, e basta andare a leggere le etichette per trovarlo, in quantità anche considerevole. Il Salvagente lo ha fatto verificando gli ingredienti e i valori nutrizionali di 12 confetture “senza zucchero aggiunto”, di gusti diversi, acquistate nei supermercati, nei discount e in farmacia. Il responso è sempre lo stesso: generalmente lo zucchero è pari al 38-40% del totale (proprio quella quantità che il tecnologo giudica necessaria per fare la marmellata), con punte del 50%, come accade nel caso della marmellata alle arance “con solo zucchero di frutta e di agave” Casa Giulia. Valori che, in ogni caso, non sono molto distanti da quelli delle marmellate “normali” che oscillano tra il 46% e il 63%.
E allora la promessa “senza zucchero aggiunto” che cosa significa? Semplicemente che non è stato introdotto saccarosio. Peccato che quest’ultimo non esaurisca affatto la gamma degli zuccheri esistenti.
Dice La Rosa: “Non potendo rinunciare del tutto allo zucchero, queste marmellate sostituiscono il saccarosio con il succo d’uva e il succo di mela concentrato, ossia di fatto fruttosio. Si tratta dunque, di zucchero a tutti gli effetti che ha esattamente la stessa funzione del saccarosio”. Ecco spiegato l’arcano e l’inganno per quei consumatori che credono di acquistare una marmellata sugar free.
“Si tratta di prodotti che giocano con le parole e ai quali bisogna prestare molta attenzione”, ammonisce il professore Pier Luigi Rossi, medico specializzato in Scienza dell’alimentazione. “Sono altamente sconsigliati per chi è diabetico o per chi soffre di una sindrome metabolica e deve controllare il peso. E non vanno bene per chi segue un regime dietetico. Il problema non è nel saccarosio in sé ma in tutti quegli elementi, come il fruttosio o il glucosio, che alterano la glicemia. Ciò, infatti, aumenta la produzione di insulina che è all’origine del senso di fame e favorisce l’accumulo di grassi”.
Pericolo nascosto
Del resto, anche senza conoscere i meccanismi fisiologici, la quantità di calorie presenti nelle marmellate “senza zuccheri aggiunti” dovrebbe mettere sul “chi va là” chi ha problemi di linea. I valori trovati nel nostro campione si aggirano, in media, intorno alle 160 calorie per 100 grammi, con punte verso l’alto di 200 calorie (ancora una volta la marmellata Casa Giulia) e verso il basso: Hero diet ne ha solo 68. È questo, in effetti, l’unico prodotto che mantiene le promesse. In questo caso non ci sono né succo d’uva né succo di mela, ma per dolcificare sono usati solo edulcoranti, in particolare polialcoli. Sono sostanze prive di zuccheri e con poche calorie, ma non prive di difetti. A certe quantità, ma la dose massima consentita non è definita, possono provocare disturbi intestinali. Ecco perché per i produttori c’è l’obbligo, quando la concentrazione supera il 10%, di avvertire il consumatore del possibile effetto lassativo. Informa correttamente la marmellata Hero che ha una concentrazione di polialcoli pari al 18,2%. In questo caso la linea è al sicuro, ma il consiglio è comunque di non eccedere nell’uso.
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Tratto da KataWeb Consumi, 29/09/2010
Ricerca a cura di Carmelo D’Alessio
http://www.progettodiabete.org/