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Cronaca
In risposta all'articolo apparso su "La Nuova" di sabato 2 aprile dal titolo
"Asl: "Potenziamento per il centro antidiabetico"
Leggiamo con piacere e con particolare interesse ciò che il Direttore Sanitario, Dr. Zanetti, comunica attraverso "La Nuova" di sabato 2 aprile al riguardo del tanto chiacchierato spostamento a San Camillo del Centro Antidiabetico Ospedaliero sito nel palazzo rosso.
Prendiamo nota di queste sue affermazioni e le conserveremo gelosamente.
Ma spesso la realtà parlata assume diverse valenze rispetto a quella scritta e dal momento che eravamo presenti alla riunione tenutasi giovedì 31 marzo presso i locali della Direzione ASL, abbiamo pur sentito che alla fine della frase "non chiuderemo il Centro diabetologico del Palazzo rosso" si aggiunge sempre la sospensiva "ALMENO PER ORA", e questo è stato più volte puntualizzato anche in altri incontri avuti con il Dr. Gavino Piana, Coordinatore del Servizio di diabetologia ASL.
All'Ospedale non ci sarà più il centro diabetologico!!!
Detto questo, come utenti finali del servizio di diabetologia, che ogni giorno devono affrontare grandi e piccoli problemi che il diabete puntualmente presenta, vorremmo evidenziare alcuni aspetti che nell'articolo naturalmente non appaiono e che per noi sono di fondamentale importanza.
Alla Direzione Sanitaria noi, in qualità di rappresentanti di numerosi pazienti diabetici, che telefonano allarmati per questo spostamento e soprattutto preoccupati di dover perdere quella pedina psicologicamente importante quale è il proprio diabetologo, chiediamo soltanto di ascoltare attentamente e serenamente le nostre proposte.
La popolazione diabetica reclama la presenza del Centro pubblico di diabetologia in città il più vicino possibile all'ospedale, se non in ospedale, per poter fruire di tutti quei servizi aggiuntivi ospedalieri di cui potrebbe necessitare urgentemente, e poter avere, nel contempo, sempre pronta la consulenza per altri reparti..
Al San Camillo si faccia pure un Centro plurispecialistico al servizio del malato, ma lasciamo, per carità, la cura ed il controllo della malattia diabetica così come stanno. Dice il Dottor Zanetti che al San Camillo esistono già strutture primarie necessarie al diabetico, Ipertensione e nefrologia, ma vogliamo precisare che questi servizi trovano gli omologhi in ospedale cittadino, per cui un paziente può o non può avvalersene.
Il tavolino consiglia ed ordina delle regole che in pratica non possono trovare attuazione.
Noi diabetici, ultimi fruitori di un importante servizio di medicina preventiva, per evitarci serie e gravi complicanze, pensiamo che l'apertura di un nuovo servizio di diabetologia sia uno sperpero di risorse e di soldi.
Questi soldi e queste risorse servano per potenziare il Centro esistente. Si sa che è in agonia, che i diabetologi in queste condizioni non possono più operare, che il reparto di medicina interna è sotto organico. Allora si rinforzi il personale medico sia presso la medicina interna che presso la diabetologia. Questi interventi mirati servirebbero a far funzionare meglio reparto e diabetologia.
Ad ultimo vogliamo segnalare che i circa 4 mila pazienti , a quanto ci è parso di capire, ascoltando le lamentele dei nostri associati, minacciano di disertare il nuovo servizio affollando le altre diabetoilogie o divenendo diabetico fai da te con tutte le conseguenze che ne conseguiranno.
Sono tante, tantissime le segnalazioni in tal senso.
Ettore Giuliani Presidente FAND Sassari