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Ruolo del C-peptide nella patogenesi della nefropatia diabetica

Diabete - archivio articoli scientifici


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Venerdì, 25 Giugno 2010
Ruolo del C-peptide nella
patogenesi della nefropatia diabetica

Insulina e C-peptide sono secreti dalle cellule
beta del pancreas in uguali quantità. Si è
creduto per lungo tempo che il C-peptide non
avesse funzioni biologiche, ma negli ultimi anni
se ne è riconosciuta la sua specificità quale
ormone indipendente. Recenti evidenze
suggeriscono che il C-peptide possa avere anche
uno specifico effetto nefroprotettivo,
soprattutto nei casi di nefropatia diabetica. Nei
modelli animali tale effetto benefico è stato
ripetutamente confermato mentre, nell’uomo, i
risultati ottenuti sono contrastanti: da un lato
è stato dimostrato che i pazienti con nefropatia
diabetica hanno livelli plasmatici più bassi di
C-peptide rispetto a pazienti con diabete di
simile durata e normale funzione renale; d’altro
canto, è pur vero che i pazienti con diabete di
tipo 2 sviluppano nefropatia anche in presenza di
elevati livelli di C-peptide. Solo studi clinici
più approfonditi che valutino attentamente gli
effetti positivi e negativi del C-peptide,
potranno finalmente chiarire se l’integrazione di
questo ormone nei diabetici di tipo 1 possa
prevenire lo sviluppo e/o ritardare la progressione della nefropatia diabetica.

[Fonte: G Ital Nefrol. 2010 May-Jun;27(3):240-8.
– Traduzione ed adattamento a cura di Carmelo D’Alessio]


da Progetto Diabete
http://www.progettodiabete.org/

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