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Una proposta per garantire cure omogenee su tutto il territorio nazionale

Diabete - archivio articoli scientifici


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da http.www.progettodiabete.org

2 aprile 2010
Una proposta per garantire cure omogenee su tutto il territorio nazionale

Il Changing Diabetes® Barometer Forum ha avuto in questi anni il merito di coinvolgere medici, pazienti, istituzioni e media per affrontare in modo sinergico questa patologia. “Il successo che tale percorso ha registrato deve sostenere la spinta a consolidare ulteriormente le alleanze create tra tutti gli attori coinvolti nella lotta al diabete”.


Premiazione della Regione Sardegna per essere stata la prima ad accogliere il Manifesto dei Diritti della Persona con Diabete attraverso una delibera regionale. Nella foto, da sinistra, il prof. Marco Songini (A.O. Brotzu di Cagliari), il dr. Antonio Cabras (FDG) e il Sen. Antonio Tomassini (XII Commissione Igiene e Sanità del Senato).
La terza edizione del Changing Diabetes® Barometer Forum - promosso dall’Associazione parlamentare per la tutela e la promozione del diritto alla prevenzione, Diabete Italia e con il supporto non condizionato di Novo Nordisk, azienda leader nel campo del diabete - si è svolto il 25 e 26 marzo a Roma, presso il Teatro Capranica, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il Patrocinio, tra gli altri, del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, della Presidenza del Consiglio, del Ministero della Salute, del Ministero degli Affari Esteri, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del Ministero dei Rapporti con le Regioni, dell’IDF (International Diabetes Federation), dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali e dell’Istituto Superiore di Sanità.

Nel corso della prima giornata vi sono stati numerosi interventi che hanno sottolineato l’importanza di un cambiamento di rotta nella gestione del diabete, puntando soprattutto alla buona pratica attraverso una seria programmazione degli interventi ed un costante monitoraggio dei risultati, in un rapporto sinergico tra i diversi soggetti coinvolti (operatori della salute, istituzioni, pazienti e loro rappresentanti e media).

“Il diabete deve essere affrontato e analizzato come una pandemia globale che interessa sempre di più tutti noi”, ha dichiarato il Sen. Antonio Tomassini, presidente dell’Associazione Parlamentare per la tutela e la promozione del diritto alla prevenzione e della XII Commissione Igiene e Sanità del Senato. “Il Changing Diabetes® Barometer Forum ha avuto in questi anni il merito di coinvolgere medici, pazienti, istituzioni e media per affrontare in modo sinergico questa patologia. Il successo che tale percorso ha registrato deve sostenere la spinta a consolidare ulteriormente le alleanze create tra tutti gli attori coinvolti nella lotta al diabete, per contribuire a diffondere un nuovo approccio culturale nell’assistenza alle persone con diabete e a determinare una svolta definitiva sia dal punto di vista sociale che economico. Allearsi contro il diabete – ha concluso il Sen. Tomassini - non rappresenta semplicemente un’opzione strategica, ma una scelta necessaria”.

“Per individuare un sistema di cura uniforme su tutto il territorio nazionale è fondamentale stabilire un flusso di informazioni che possano favorire il lavoro svolto dalle strutture locali, valorizzando il patrimonio di esperienze legate al rapporto con il paziente”, ha detto il Dott. Giuseppe De Rita, presidente della Fondazione CENSIS. “La volontà di realizzare una roadmap in tal senso è fondamentale per poter costruire una rete di collegamento locale e nazionale in grado di rendere omogenei e fruibili, da parte di tutti, dati ed evidenze sullo stato del diabete in Italia, attraverso una valutazione di outcome clinici, economici e sociali costantemente aggiornata e reale”.

Secondo il Prof. Paolo Cavallo Perin, presidente di Diabete Italia e della Società Italiana di Diabetologia (SID), “il Changing Diabetes® Barometer Forum si è distinto sin dalla sua nascita per essere espressione di un progetto volto a trasformare le idee e le proposte in strumenti finalizzati a combattere concretamente il diabete. Tali strumenti si devono integrare nei processi di clinical governance al fine di condividere best practice nazionali e individuare così dei criteri e dei parametri utili a costruire una strategia comune su tutto il territorio”. “Soltanto unendo gli sforzi e confermando questo tipo di approccio scientifico, culturale e sociale si potranno continuare ad ottenere successi significativi come avvenuto ad esempio in Piemonte, Sicilia e Campania, casi di eccellenza che dovranno essere studiati e replicati nel resto del Paese” ha concluso Perin.

“È con grande preoccupazione che analizziamo i dati relativi alle ricadute economiche della pandemia a livello mondiale”, ha affermato il Dott. Anil Kapur, Managing Director della World Diabetes Foundation. “Le stime riguardanti i costi globali dell’healthcare – prevenzione, trattamento del diabete e delle sue complicanze - si attestano per il 2010 intorno a 376 miliardi di dollari, mentre nel 2030 questa cifra è destinata a superare i 490 miliardi di dollari”.

“I rapidi cambiamenti socio-demografici e delle abitudini di vita determinano una continua crescita del diabete, comportando una domanda assistenziale sempre maggiore e più articolata”, ha poi dichiarato il Prof. Sandro Gentile, Presidente dell’Associazione dei Medici Diabetologi (AMD). “Diventa quindi essenziale non solo verificare i risultati dell’assistenza erogata, attraverso puntuali processi di misurazione dei dati disponibili, ma anche razionalizzare questa massa di informazioni e mettere i risultati raccolti a disposizione di tutti. Con questi obiettivi è stato ideato Bench D, uno strumento basato proprio su criteri di analisi e di valutazione aggiornati degli outcome clinici, economici e sociali, correlati con la qualità di vita della persona con diabete”.

“Il presupposto dal quale nasce il Changing Diabetes Barometer® è quello di creare un progetto di cross-sector partnership e di benchmarking che vuole imprimere una spinta concreta al miglioramento della cura del diabete e attivare un confronto costruttivo finalizzato a ridurre il peso economico, sociale e clinico che questa patologia comporta. Un “work in progress” che Novo Nordisk ha preso in carico e che vuole continuare a sostenere in linea con la sua politica, quella “del fare”, ha affermato Lorenzo Mastromonaco, Vice Presidente per l’Europa di Novo Nordisk.

“Un approccio multidisciplinare nei confronti di una grave emergenza pandemica qual è il diabete può rivelarsi un importante supporto per chi quotidianamente è impegnato ad agire”, ha detto infine il Prof. Renato Lauro, Rettore dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. “È questa la chiave di lettura che ha suggerito la realizzazione di un Think Tank che possa porsi quale incubatore di idee e proposte finalizzate a sollecitare l’attenzione sulla patologia attraverso la partecipazione diretta delle società scientifiche, delle associazioni dei pazienti, delle Istituzioni e perfino dei media. Il confronto tra tutte queste realtà permetterà di produrre documenti in grado di tracciare le possibili aree di intervento in contesti politici, sociali, economici e clinici”.

Nel corso della seconda giornata dell’incontro, si è parlato di alcune importanti novità riguardanti la lotta al diabete, come la nascita della figura del prevention manager, l’aggiornamento degli standard italiani per la cura del diabete mellito e l’annuncio della presentazione di un documento sulle “raccomandazioni per la persona con diabete e sull’organizzazione di una Task Force Diabetologica nelle maxi emergenze”.

Negli ultimi 10 anni è stato dimostrato, attraverso importanti e rigorosi studi scientifici, che una modifica dello stile di vita, sia pure non radicale, è in grado di ridurre di circa il 60% lo sviluppo del diabete tipo 2 in persone ad alto rischio rispetto a questa patologia. Tradurre concretamente le evidenze che da tali studi emergono rappresenta tuttavia un problema di non semplice soluzione al quale, dal 2007, l’Unione Europea sta lavorando e che - nell’ambito del progetto IM.A.GE. (The Development and Implementation of A european GuidelinE and training standards for diabetes prevention project) – ha indicato quale obiettivo di primaria importanza.

Già un gruppo di lavoro tedesco, guidato dal Dott. Peter Schwarz dell’Università di Dresda, ha suggerito la necessità della creazione di una nuova figura specifica e qualificata alla quale demandare il compito di eseguire un intervento educativo e informativo finalizzato a migliorare le abitudini dei soggetti interessati: il prevention manager.

Questo professionista della salute potrà provenire da aree professionali differenti, come ad esempio quelle dell’infermiere, del dietologo, dello psicologo o del fisioterapista. Oltre a svolgere un compito educativo avrebbe quello di controllare nel tempo i progressi e le eventuali difficoltà degli assistiti, chiedendo, qualora necessario, l’intervento del medico il quale, comunque, continuerà a mantenere il ruolo di supervisore.

“Uno dei vantaggi principali di questa soluzione – ha affermato il Dott. Salvatore Caputo, Dirigente medico dell’Unità Operativa Complessa di Medicina interna e Angiologia e dell’Unità Operativa Complessa di Diabetologia presso il Policlinico Universitario Agostino Gemelli - consiste nel fatto che una persona appare più motivata a modificare lo stile di vita se percepisce la propria situazione come “essere a rischio”, piuttosto che “essere malato” e proprio il ricorso ad una figura diversa dal medico può aiutare questa percezione. C’è da augurarsi – ha concluso Caputo - che anche l’Italia segua l’esempio di quanto l’Unione Europea sta cercando di fare in tale direzione”.

È stato poi illustrato l’aggiornamento degli Standard italiani per la cura del diabete mellito, realizzati per la prima volta nel 2007 con la finalità di raccogliere prove scientifiche e raccomandazioni motivate e di porsi quale modello di riferimento nella realtà italiana della cura del diabete, sia per gli obiettivi che per i processi.

Gli Standard – che rappresentano la posizione ufficiale dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD) e della Società Italiana di Diabetologia (SID) sui temi chiave della diabetologia - nella loro versione 2009-2010 presentano capitoli completamente rivisti sulla base delle prove scientifiche pubblicate negli ultimi due anni. Un focus particolare è stato sviluppato su tre nuove sezioni: la chirurgia bariatrica nella prevenzione e nel trattamento del diabete; il trapianto di pancreas o di isole pancreatiche; la cura del diabete nell’ambito delle cure palliative.

È stata inserita infine la raccomandazione ad utilizzare l’emoglobina glicata come parametro diagnostico del diabete e dell’alterata glicemia, a differenza di quanto accadeva in passato, quando i criteri diagnostici si fondavano solo sulla glicemia a digiuno e dopo carico. Si tratta di una variazione di grande rilievo e costituisce l’accettazione formale da parte delle società scientifiche diabetologiche italiane della proposta dell’International Expert Committee Report on the Role of the A1C Assay in the Diagnosis of Diabetes, in linea con quanto fatto da altre società nel mondo.

Nel corso del Forum viene lanciata un’altra importante iniziativa: martedì 20 Aprile a Roma, nell’ambito di un’incontro sulla Gestione del diabete durante le catastrofi naturali, verrà presentato ufficialmente un documento sulle “raccomandazioni per la persona con diabete, e sull’organizzazione di una Task Force Diabetologica nelle maxi emergenze”.

A un anno di distanza dal catastrofico sisma che ha distrutto L’Aquila - 310 vittime nell’immediato e molte altre nei giorni a seguire - è nata l’esigenza, da parte di chi quotidianamente si batte contro il diabete, di strutturare una rete organizzativa per portare un soccorso specialistico alle persone con diabete nelle fasi emergenziali. In seguito a una catastrofe il momento più critico è rappresentato dalle prime 72 ore quando, la popolazione colpita dall’evento, è esposta a numerosi disagi sociali e medici. Si rivela fondamentale, in queste fasi, assicurare un’assistenza immediata a persone con una condizione cronica come il diabete, sia dal punto di vista medico che dal punto di vista psicologico, per evitare di gestire emergenze metaboliche nell’emergenza generale.

L’esperienza vissuta a L’Aquila ha spinto Diabete Italia a individuare possibili soluzioni concrete per la gestione delle crisi mediche, attraverso una puntuale pianificazione del management diabetologico dell’emergenza, con una Task Force Diabetologica (DTF: Diabetes Task Force) in grado di intervenire in modo rapido e senza difficoltà burocratiche nell’area geografica colpita dall’evento, coordinandosi tempestivamente con la Protezione Civile, il 118 ed i Posti Medici Avanzati.

Il Changing Diabetes Barometer Forum si chiude anche quest’anno, dunque, all’insegna della politica del fare, con proposte che si basano su esigenze reali e con l’obiettivo di rispondere alle istanze di tutti gli attori coinvolti nella lotta al diabete, delle Istituzioni, dei medici e dei pazienti per consolidare, attraverso le alleanze, il principio di un “governo clinico” della patologia orientato verso interventi calibrati e sempre più efficaci.

Assegnata anche una medaglia all’assessore della Sanità della Regione Sardegna, Antonello Liori, per essere stata la prima Regione ad aver adottato il “Manifesto dei diritti della persona con diabete” con una delibera regionale. “Un importante riconoscimento arrivato in occasione di un evento di caratura internazionale - ha sottolineato l’Assessore Liori - che sta offrendo un decisivo contributo soprattutto nel coinvolgere nella lotta al diabete non solo la classe medico-scientifica, ma anche le istituzioni e la società civile. Il diabete rappresenta una patologia con elevata incidenza nell’Isola e non si poteva restare indifferenti alla richiesta di un miglioramento delle condizioni di vita da parte di questi pazienti”. “L’adozione del ‘Manifesto’ - ha aggiunto - rappresenta un importante nuovo strumento in ambito sanitario, soprattutto, come punto di riferimento per pianificare, gestire e verificare nel tempo la corretta assistenza, sia in ambito ospedaliero che territoriale, anche attraverso il coinvolgimento degli stessi pazienti e delle loro Associazioni, parte integrante di una logica di compartecipazione attiva e consapevole alla promozione della salute”. Il premio è stato consegnato nelle mani di due protagonisti della lotta contro il diabete in Sardegna, il prof. Marco Songini (responsabile della Struttura Complessa di Diabetologia presso l’AO Brotzu di Cagliari, presidente della Sezione sarda della SID e vice presidente ASRIS) e il dr Antonio Cabras (presidente della Federazione Nazionale Diabete Giovanile).

Insieme all’Assessore sono stati premiati, per l’impegno profuso nella lotta alla malattia, anche Anil Kapur (World Diabetes Foundation), in azione soprattutto tra le popolazioni in via di sviluppo, e Mario Fetz (International Diabetes Federation), attivo nell’attuazione della risoluzione dell’Onu sul diabete del 20 dicembre 2006.

Per ulteriori informazioni:
www.changingdiabetesbarometeritaly.com


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