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Diabete - archivio articoli scientifici
Uno sforzo comune verso il “pancreas artificiale”
Il consorzio europeo AP@home offre una straordinaria opportunità di sviluppo per i sistemi di pancreas artificale. La collaborazione tra AP@home e l’Artificial Pancreas Project di JDRF potrà portare ad un significativo miglioramento nella vita delle persone con diabete in tutto il mondo
Il consorzio AP@home unisce i maggiori esperti mondiali nel campo dei dispositivi medici, della ricerca clinica e degli algoritmi di controllo.
La scorsa primavera il consorzio europeo AP@home ha dato il via ad un’importante collaborazione tra industria privata e mondo accademico finanziata dalla Commissione Europea. Molto simile al “Pancreas Artificiale Project” della Juvenile Diabetes Research Foundation (JDRF), AP@home si propone di sviluppare un pancreas artificiale in grado di consentire il controllo automatizzato dei livelli di zucchero nel sangue (glicemia) per le persone affette da diabete di tipo 1.
Il “pancreas artificiale” è un dispositivo avanzato che utilizza i dati ottenuti da un sistema continuo di monitoraggio glicemico (CGM) per somministrare in maniera automatica dosi appropriate di insulina attraverso una pompa miniaturizzata. Questo apparecchio potrebbe non solo migliorare la qualità della vita per milioni di persone con il diabete ma aiutarle anche a controllare meglio i valori della glicemia, riducendo il rischio di complicanze.
“AP@home offre una straordinaria opportunità di progredire nello sviluppo di sistemi di pancreas artificale,” sostiene Aaron Kowalski, Ph.D., responsabile dell’Artificial Pancreas Project di JDRF. “La collaborazione tra il consorzio dei ricercatori europei e l’Artificial Pancreas Project darà vita ad una partnership a livello globale che potrà migliorare significativamente la vita delle persone che vivono con il diabete in ogni parte del mondo”.
Come l’Artificial Pancreas Project, anche il consorzio AP@home unirà i maggiori esperti mondiali nel campo dei dispositivi medici, della ricerca clinica e degli algoritmi di controllo - cioè di quei programmi per computer che collegano i dati rilevati dal CGM e calcolano la dose di insulina da somministrare. Fino ad oggi AP@home comprende sette partner accademici e cinque industriali (Profil Institut für Stoffwechselforschung GmbH; Triteq Ltd; Sensile Medical AG; STMicroelectronics; e 4a engineering GmbH). Il progetto è stato finanziato dalla Commissione Europea con un grant di 10.5 milioni di euro.
Nella prima fase di AP@home, verranno testati gli algoritmi applicabili ai pancreas artificiali attualmente disponibili con sistemi CGM e pompe di insulina già sul mercato. Questo sitema utilizza un approccio a “due porte”, che richiede cioè due punture attraverso la pelle per collegare il sensore di glucosio e la pompa di insulina. In questa fase l’obiettivo sarà quello di migliorare sia la precisione dei sensori di glucosio (un componente del CGM) sia la sicurezza e l’efficacia degli algoritmi.
Contemporaneamente, gli scienziati lavoreranno per sviluppare sistemi innovativi di pancreas artificiale che combineranno una pompa di insulina ed un sistema CGM in un unico dispositivo, richiedendo un solo punto di accesso attraverso la pelle.
Nel corso dell’ultimo anno del progetto, che si svilupperà su un periodo di quattro anni, un trial clinico internazionale confronterà le prestazioni del pancreas artificiale appena realizzato con quelle della terapia insulinica intensiva standard.
Per maggiori informazioni:
AP@home: http://www.apathome.eu/
Juvenile Diabetes Research Foundation: http://www.jdrf.org/
Artificial Pancreas Project: http://www.artificialpancreasproject.com/
da Progetto Diabete
http://www.progettodiabete.org/